di Margherita Matera
Iniziò tutto l’estate del 2019, mi trovavo a Firenze e mi godevo gli ultimi giorni che avrei passato nella mia casa. C’èra una bellissima atmosfera, ricordo ancora tutto nei minimi dettagli: finivo di mettere dentro lo zaino giochi, libri etc; ero felice e spensierata! Tutto a un tratto sentimmo suonare il clacson e vedemmo scendere dall’auto i miei nonni che ci avrebbero accompagnati all’aeroporto: ebbene sì, saremmo partiti per il Marocco! Era uno dei miei primi viaggi in aereo, ero talmente emozionata che neanche salutai i miei nonni, saltai direttamente in macchina posizionando in un angolino sicuro del bagagliaio il mio zainetto. Arrivammo anche troppo presto, io e mio fratello eravamo super agitati e impazienti; i miei genitori provarono a calmarci ma eravamo talmente emozionati che credo sarebbe stato impossibile! Il volo durò circa cinque ore, ma siccome partimmo di tardo pomeriggio dormii tutto il viaggio e passò letteralmente in un soffio. Arrivammo abbastanza presto: verso le nove di sera, a Firenze sarebbero state le undici, la differenza è di due ore. Ci incamminammo immediatamente verso la nostra casa e rimasi strabiliata: mancava il tetto! Feci velocemente un giro della casa e poi senza pensarci due volte mi infilai a letto. Non mi svegliai la mattina ma direttamente in piena notte: avevo addosso due gatti che sicuramente erano entrati dal tetto che non c’era, non ricordo cosa feci, probabilmente chiamai i miei genitori ed insieme li cacciammo via. Il giorno seguente ci recammo a far colazione in un banchetto che si trovava vicino a casa nostra che faceva l’aranciata, a me non piaceva tanto ma tutta la mia famiglia ne andava pazza; dopo facemmo un giretto per la città e trovammo un mercato dove subito cominciammo a comprare oggetti tipici del posto: ricordo ancora le tipiche ciabatte rosse e il grosso puff blu ripieno di pagine di giornale. Poi pranzammo con dei panini, ma non mi piacquero per niente: erano troppo pesanti. Il giorno seguente volevamo andare fuori città, da quel che mi ricordo, allora prendemmo un camioncino per turisti che ci avrebbe dovuto portare dove avremmo voluto, solamente che ci fermò quasi subito la polizia e ci arrestarono, scoprimmo che il tassista era fuori legge; io e mio fratello sentimmo i miei genitori parlare in inglese e subito dopo uscimmo, devo ammettere che un pò mi spaventai ma passò tutto quando mia mamma disse: “Andiamo a comprare dei dolci?! Ho sentito dire che qui vicino si trova una buona pasticceria”.
I giorni che seguirono furono forse i più divertenti e particolari: come prima cosa io e mia mamma ci facemmo un tatuaggio con l’henné, così bello che non me lo sarei mai voluta togliere! inoltre mi misero tanti serpenti intorno al collo (forse è proprio per questo che ora ho la fobia dei serpenti!), uno di questi mi guardava con un’espressione inquietante: aveva dei piccoli occhi blu e una lingua che tirava fuori ogni due per tre: mi fissava dritta negli occhi senza mai distogliere lo sguardo. Il giorno più emozionante fu quando salimmo sui cammelli, io ero sopra quello più grosso: l’unico maschio, il più veloce ma anche il più aggressivo. Infatti cercava di mordermi le mani continuamente!
ll viaggio in Marocco è stato il viaggio più particolare della mia vita: mi divertii tantissimo, a parte le disavventure che ci capitarono fu veramente fantastico!
